Wednesday, November 26, 2014

Due uomini...africani...

Oggi sono cosi frustrata e incazzata...

Ancora non riesco a capire come poter aiutare una persona che e' in un casino perche' africano fuori dall'Africa, che da skype si riaffaccia una vecchia conoscenza e la sua tragedia (personale e del suo paese) di africano intrappolato nell'Africa dell'ebola...

...e un mio collega mi dice che un ministero qui chiede il nostro supporto per vedere come meglio spendere 900.000$ di un grant in tre mesi per uno studio sulla vulnerabilita...

...ma dico, posso mai non essere incazzata nera furiosa?!


Un uomo

Racconto quello che ho visto, lo racconto perché mi ha colpito e commosso.
Una musica dolcemente malinconica si diffondeva e s’insinuava tra le vie semideserte del borgo creando un’atmosfera dal sapore nostalgico di tempi passati.
Un uomo con una fisarmonica camminava lentamente suonando melodie sconosciute.
Si avvicinava alle porte delle case sperando in un qualche gesto di generosità, ma le porte non si aprivano, le tende non si spostavano e le finestre sembravano sigillate come a voler difendere gli abitanti dal resto del mondo.
O il resto del mondo dagli abitanti.
Quando arrivò davanti al piccolo supermercato, si fermò.
Continuava a suonare una musica che solo lui conosceva, non chiedeva niente, sperava e basta.
I lineamenti del suo viso, il colore della sua pelle e quella musica sconosciuta dicevano chiaramente che non era del posto, che arrivava da paesi lontani, che non era “dei nostri”.
Ma un Uomo è un Uomo, da qualsiasi parte del mondo provenga.
E la gente che usciva dal negozio lo schivava e lo ignorava, per loro Lui non esisteva.
Credo non ci sia niente di peggio che sentirsi invisibili agli occhi della gente, eppure, per Lui, doveva proprio essere così.
Lui e la sua musica non esistevano.
La porta automatica si aprì per l’ennesima volta lasciando passare un’anziana signora che tirava faticosamente una borsa con le ruote.
L’anziana signora lo vide, e sentì anche la sua musica, gli si avvicinò.
La musica si fece più leggera, i due parlarono per qualche minuto.
La signora prese un borsellino dalla tasca del cappotto ed allungò una moneta al suonatore.
Lui la guardò, fece un sorriso e con mano incerta le fece capire che non voleva nulla.
Chissà cosa si erano detti, chissà chi dei due aveva più bisogno di qualche cosa.
Si allontanarono per strade diverse, col sorriso sulle labbra e gli occhi umidi di uno strano riflesso.
Si allontanarono soli e poveri come prima, ma sicuramente con qualche cosa di più nel cuore.
Un Uomo è un Uomo.
Giovanni Perlini
Oggi propongo la delicata esperienza inviataci dal signor Perlini invece dell’ennesima interpretazione sui risultati elettorali. Un po’ così, un po’ per non soffocarci di politica.

Scritto martedì, 25 novembre, 2014 alle 07:14 nella categoria Lettere e risposte. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.

3 commenti a “Un uomo”

  • guido buonomo scrive:
    Chi può capire un povero meglio di un povero?
  • Conodombra scrive:
    Se questo è un Uomo.
  • V. Maria M. scrive:
    La musica.
    Chissà cosa prova il suonatore, quando accarezza i tasti o pizzica le corde del suo strumento.
    Lo vediamo spesso ad occhi chiusi, l’espressione lontana, come fosse in un altro mondo.
    Ed in un altro mondo ci porta, con le melodie che sparge intorno a sè.
    Mi sono sempre chiesta come faccia a tirar fuori da uno strumento tanta meraviglia, io che con le mani non so fare nulla.
    E lo invidio.
    Lui con le mani sa far sognare, tanto che i sogni sembrano veri.
    Sa unire la gente, quella più diversa, quella più lontana.
    Non c’è competizione fra gli ascoltatori, si ascolta, ci si commuove, ci si diverte. Tutti assieme.
    A teatro, negli stadi, per la strada.
    Chissà cosa si sono detti, il suonatore e l’anziana signora.
    Qualsiasi cosa fosse, ha strappato ad entrambi un sorriso.
    Qualsiasi cosa fosse, era una cosa buona.
    V. Maria M.

  • WE


    Friday, November 21, 2014

    Quanto puo' essere frustrante...

    ...provare a organizzare delle vacanze quando internet non funziona...?!

    ...e la tua scrivania e' un disatro...

    ...e soprattutto hai avuto ancora una brutta notizia...e sai che la vita di qlcn e' ancora e rischia di restare chiusa in una cella essenzialmente perche' e' un cittadino del mondo di serie D... :(

    Italia vs RDC...latte in polvere e linciaggi...

    due articoli sulla stampa italiana di oggi mi fanno accostare l'Italia alla RDC...

    Qui c'e' un annoso problema con l'allattamento (esclusivo) al seno, e le grandi multinazionali di latte in polvere ne sono co-responsabili...

    Quando si guida nelle zone rurali e' un incubo...spunta sempre di tutto inaspettatamente...se dovesse esserci un incidente le reazioni potrebbero essere imprevedibili...ma come sorprendersene quando lo stesso succede in Italia?

    wow...dovro fare 2 settimane di aggiornamenti sugli eventi culturali offerti da Kin la belle...


    Friday, November 7, 2014

    ARC EN CELLO

    Concerto bellissimo!!!

    L'esperienza unica di un quartetto di violoncelli, sopratutto considerando che siamo a Kinshasa!
    Le musiciste davvero brave, un'interessante selezione dei pezzi che hanno eseguito, una grande professionalita' nonostante la sfida del calore aggravato dale luci del palco...
    Molto bella la complicita' che e' emersa man man che il concerto ha raggiunto il suo apice ed ha poi cominciato a volgere verso la fine, con i sorrisi di incoraggiamento e felicitazione che sempre piu' spesso le musiciste si scambiavano alla fine dei pezzi eseguiti. E il pubblico ha davvero apprezzato!

    Kin la belle, sempre ricca di sorprese...
     
    ARC EN CELLO
                                       
    Mercredi 05 Novembre 2014 / 19 h 00 / Grande halle / 2 000 FC
    C'est au Conservatoire de Nice que les quatre jeunes musiciennes se rencontrent, dans la classe de violoncelle de Frédéric Audibert et de Guillermo Lefever. Elles découvrent alors le plaisir de la musique d'ensemble, le sens du partage, l'émulation artistique, mais aussi une belle et forte amitié autour d'une même passion pour le violoncelle. Le quatuor «Arc en Cello» devient alors une évidence et une nécessité. Avec le violoncelle pour seul prisme de leurs émotions, les quatre jeunes musiciennes d'«Arc en Cello» mêlent les styles et les époques, autour d'un programme varié et plein de surprises.